Veneto – Autorizzazione regionale raccolta cimeli grande guerra

Cari amici di Metal Detector Club Italia,

oggi ho deciso di parlarvi, a proposito di leggi che regolamentano la ricerca di oggetti che appartengono al nostro passato anche col metal detector, dell’“Autorizzazione regionale per la raccolta sul territorio del Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale ai sensi della legge regionale 12 agosto 2011, n. 17 (“Disciplina dell’attività di raccolta dei cimeli e reperti mobili della grande guerra”). Conferma DGR n. 22/CR del 17 aprile 2012.”. Comunemente, ma impropriamente, chiamato da qualcuno di noi il “patentino” per la ricerca di cimeli della prima guerra mondiale in Veneto.

 

Il testo contenuto nel Bollettino Uffciale della Regione del Veneto n. 49 del 26 giugno 2012 che stiamo analizzando.

Il testo contenuto nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 49 del 26 giugno 2012 che stiamo analizzando.

 

Oggi volevo dare alcune delucidazioni in merito a questa legge e spiegarvi in breve in che consiste questa autorizzazione, cosa regola, cosa possiamo e non possiamo fare con questa autorizzazione e come fare per ottenerla. Effettivamente vedo un pò di confusione in merito, sopratutto da coloro che non abitano nella regione veneta e quindi hanno curiosità di conoscere come funziona questa autorizzazione. Diciamo che non è un “patentino” che autorizza o regola l’uso del Metal Detector, ricordo che il Metal Detector è un oggetto di libera vendita in Italia e di libero utilizzo seguendo le indicazioni stabilite dalle leggi sulla tutela dei beni culturali e dei ritrovamenti bellici (che trovate alla fine dell’articolo). Questo significa che in ogni caso potete usare il vostro Metal Detector nelle aree consentite senza avere questa autorizzazione purchè non stiate ricercando cimeli della Prima Guerra Mondiale. Va da sé che potremmo in ogni caso trovare oggetti di quel periodo collegati alla guerra ma se non siamo in una zona espressamente conosciuta come teatro bellico i ritrovamenti potrebbero essere classificati come ritrovamenti fortuiti. Ad ogni modo sono propenso nel consigliarvi di richiedere questa autorizzazione visto i modici costi e visto che ne deriva tranquillità di movimento in aree che potremmo non conoscere come scenario bellico e quindi potrebbero farci incorrere in sanzioni visto che la legge non ammette ignoranza.

Prima di tutto partiamo dal motivo per cui la regione Veneto ha deciso di stabilire un autorizzazione e voglio usare le parole della giunta regionale per essere più precisi possibili. La giunta dice che:

“La nuova norma regolamenta […] la diffusa attività di recupero di residuati bellici risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Il territorio del Veneto, particolarmente nelle zone montane che furono teatro delle vicende belliche, è di grande interesse per il cd. “recuperante”, che sovente fa di questa attività una vera e propria passione. Si tratta di un fenomeno che non conosce flessioni, ma che si sta diffondendo anche tra i più giovani.

La ricerca dei reperti, finora svolta senza regolamentazione regionale, viene quindi regolata attraverso il meccanismo dell’autorizzazione, in modo da rispettare sia le esigenze di protezione e controllo sia per evitare di disperdere le informazioni raccolte sul patrimonio culturale e storico nei luoghi della Grande Guerra e dei ritrovati cimeli aventi diretta relazione con le operazioni belliche.

Il provvedimento rappresenta l’occasione per poter offrire uno strumento di stimolo a tutto il territorio, al ne di recuperare e studiare, là dove la sensibilità locale lo ritenesse opportuno, le testimonianze di una vicenda storica ancora viva e presente nel ricordo delle genti venete.”

Voglio precisare che la norma emessa dalla regione Veneto nasce dall’esigenza di aderire alla legislazione nazionale che, con la legge 78 del 7/3/2001 in materia di “Tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2001, ha legiferato in materia di tutela del patrimonio storico relativo ai cimeli e reperti della prima guerra mondiale e ha dato alle regioni l’onere di dare disciplina all’attività della raccolta di reperti mobili della Grande Guerra. Questo significa che leggi simili potrebbero essere emesse anche in altre regioni ed in particolar modo in quelle regioni che sono state uno scenario importante della Grande Guerra.

Mi è piaciuta particolarmente la premessa che la giunta fa per introdurre questa norma. Uso ancora una volta le parole contenute nel testo perché cariche di significato: “Il provvedimento rappresenta l’occasione per poter offrire uno strumento di stimolo a tutto il territorio, al fine di recuperare e studiare, là dove la sensibilità locale lo ritenesse opportuno, le testimonianze di una vicenda storica ancora viva e presente nel ricordo delle genti venete. Con la L.R. 17/11 fornisce nuovo stimolo al coinvolgimento di tutti, allo scopo di rendere onore a quanti hanno patito le tristezze e le sofferenze della guerra, mediante il ricordo e il coinvolgimento di coloro saranno richiamati in quei luoghi non per un superficiale approccio turistico o di mero collezionismo, ma per una “passione” densa di emozioni e di significati, in grado di arricchire e migliorare lo spirito di giovani e meno giovani.” Credo che leggendo queste premesse anche la nostra “passione” può essere risvegliata al fine di rendere il nostro hobby ancora più istruttivo e gratificante. Rendere onore a quel particolare periodo storico al fine che una tale barbarie non accada più è qualcosa di molto più profondo che andare in giro a spazzolare semplicemente per ritrovare dei cimeli che possono arricchire la nostra collezione, ma diventa un vero e proprio tributo alla storia che grazie anche alle regolamentazioni come queste ci rendono parte attiva di questo percorso di presa coscienza e di tributo al passato. MdClub ha già una volta avuto il piacere di consegnare ai legittimi proprietari una piccola piastrina di un soldato che era stato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale quindi sappiamo bene come può essere gratificante dare il giusto riconoscimento alla storia.

Ecco perchè la premessa conclude dicendo a coloro che vorranno avere l’autorizzazione e alle associazioni (come Metal Detector Club Italia) che sono tenute a far conoscere ai propri membri le leggi e aiutarli a rispettarle: “Il rilascio dell’autorizzazione regionale richiede a chi ne fa domanda questo spirito: colui che viene autorizzato deve essere consapevole di esercitare un’attività che necessita di molta attenzione, cura, conoscenza e rispetto.

Le formalità di richiesta e rilascio sono state volutamente ridotte al minimo, considerando che le numerose associazioni di cultori di questa “passione” saranno le prime custodi della legge e, più ancora delle sanzioni, sarà il coinvolgimento nel medesimo interesse la miglior garanzia che territorio, persone e memoria abbiano il rispetto che meritano.”

Adesso che abbiamo visto il Perché questo regolamento è stato emanato vediamo nei dettagli degli articoli cosa è richiesto da coloro che desiderano avere questa autorizzazione, gli obblighi e le sanzioni.

L’allegato A contiene 7 articoli e i relativi commi che chiunque voglia avere questa autorizzazione deve conoscere e rispettare. Gli articoli sono semplici ma fondamentali per ciascuno di noi che si trovi alla ricerca di cimeli della prima guerra.

Innanzitutto come dice l’Articolo 1 al comma 3 i reperti NON devono trovarsi nel sottosuolo. Devono essere individuati a vista o affioranti dal suolo. “Devono essere recuperati con l’uso delle mani o con piccole movimentazioni di superficie, intese come azioni di rimozione del fogliame, sassi o altro materiale di deposito che copra il reperto affiorante dal terreno, anche con l’utilizzo di utensili ed attrezzature utili per localizzare, individuare e rimuovere in sicurezza gli oggetti rinvenuti, con l’esclusione assoluta di operazioni di scavo.”  Questo articolo è importantissimo per noi perché capiamo che questa autorizzazione non è il lasciapassare alla ricerca selvaggia o un autorizzazione agli scavi. Come dice il testo possiamo utilizzare le attrezzatura utili a localizzare e individuare il reperto, magari con l’uso di un Metal Detector, ma non possiamo in nessun modo scavare nel sottosuolo per recuperare un oggetto. Va da se che pochi centimetri di fogliame o materiale di deposito possiamo toglierlo ma saremmo fuori dai termini di legge se usassimo vanghe, zappe, pale o altro per fare buche profonde nell’intento di ricercare l’oggetto. Le sanzioni che possono essere applicate se trovati a violare questo articolo vanno dai 100,00 euro ai 1.000,00 euro. Ricordiamo inoltre che l’autorizzazione non consente nessun distacco di stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli né alcuna rimozione di cippi e monumenti.

L’articolo uno continua ricordandoci che nel caso ci trovassimo di fronte a resti umani l’attività deve essere immediatamente sospesa e devono essere allertate le autorità, se questo non avvenisse le sanzioni andrebbero dai 500 ai 5.000 euro. I commi successivi ci ricordano che in nessun caso siamo autorizzati alla ricerca in aree archeologiche o cimiteri di guerra. Che avere l’autorizzazione non ci da il diritto di entrare in fondi che non sono di nostra proprietà e che in ogni caso dobbiamo rispettare le altre norme vigenti in materiavenetoc1 di beni culturali rimandandoci all’articolo 90 del codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42). Ci ricorda in particolare che “colui che scopre fortuitamente cose immobili o mobili costituenti “beni culturali” ai sensi dell’ articolo 10 del medesimo codice, ne deve fare denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e deve provvedere alla conservazione temporanea delle cose rinvenute, lasciandole nelle condizioni e nel luogo di ritrovamento.”

L’Articolo 2 invece ci ricorda i requisiti che deve possedere il richiedente, sono semplici ma fondamentali. In primo luogo può richiedere l’autorizzazione chi ha raggiunto il sedicesimo anno di età. I minorenni che richiedono l’autorizzazione devono avere l’autorizzazione di chi ne esercita la patria potestà e da questi devono essere accompagnati in ricerca naturalmente anche l’accompagnatore deve essere munito di autorizzazione. Inoltre si devono conoscere le leggi che disciplinano e tutelano i beni culturali, conoscenza dei luoghi teatro di guerra e anche della disciplina sulle armi. Importante sapere che se la ricerca viene fatta su una nostra proprietà non abbiamo necessità di un autorizzazione ma dobbiamo solo darne comunicazione mediante raccomandata A.R. alla Direzione Beni culturali della Regione del Veneto, corredata da autocertificazione in ordine ai titoli di disponibilità dei fondi. Le sanzioni per chi ricercasse senza regolare autorizzazione vanno dai 500,00 ai 5.000,00 euro.

L’articolo 3 invece ci dice che l’autorizzazione è valida per cinque anni dalla data di rilascio e che la ricerca deve essere fatta con la massima prudenza visto che alcuni reperti potrebbero includere armi oppure ordigni inesplosi. Cosa importantissima da fare ogni anno è la comunicazione alla Direzione Beni Culturali della Regione “una sintetica relazione dei luoghi visitati, con segnalazione dei siti giudicati di particolare interesse per il ritrovamento di reperti mobili o cimeli della prima guerra mondiale”.

L’articolo 4 illustra nel dettaglio la procedura da seguire nel caso volessimo richiedere l’autorizzazione. I costi li ritengo onesti, ci aggiriamo intorno ai 200,00 euro (150,00€ per l’autorizzazione, il resto sono bolli) tenendo in considerazione che per 5 anni stiamo tranquilli e in regola con la legge. Onestamente credo che la tranquillità non abbia prezzo e quindi pagare 50 euro annui per non avere problemi nelle nostre uscite col Metal Detector quando cerchiamo cimeli della prima guerra è un costo irrisorio se paragonato con le preoccupazioni che ne derivano quando non si seguono queste piccole e semplici regole. Naturalmente questa autorizzazione non è un “patentino” che ci autorizza ad andare ovunque ma è limitato appunto alla ricerca di reperti risalenti alla grande guerra.

Gli ultimi 3 articoli descrivono le modalità di rilascio, i titolari del trattamento dei dati e gli organi che hanno il compito di vigilare sull’applicazione della norma, che nel nostro caso sono i Comuni nei rispettivi ambiti territoriali e il Corpo Forestale dello Stato, che ne tengono informata la Regione. L’articolo 7 inoltre ci fa capire quanto è importante per un detectorista o per chi va in ricerca al fine di trovare cimeli di guerra conoscere le leggi che regolano la nostra attività. Voglio ancora una volta, citando l’ultimo comma dell’ultimo articolo ricordarveli così che possiate sapere trovare le leggi che regolano tutta la nostra attività e possiate ripassarli. Personalmente credo che farne una copia e tenerla sempre con noi nello zaino o in macchina può essere fondamentale nel caso incontrassimo le autorità competenti. Avere le leggi sempre a portata di mano aiuta noi e chi controlla ad avere sempre una visione chiara dei limiti a noi posti e dei diritti nei quali possiamo agire. Ecco le leggi di riferimento:

“legge regionale 17/2011, del codice civile, penale e dei beni culturali e del paesaggio, del T.U.L.P.S. Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, della Legge 7.3.2001, n. 78: il possesso dell’autorizzazione regionale non esime dagli obblighi e dalle sanzioni di cui agli artt. 9 e 10 di tale legge.”

Speriamo di aver fatto chiarezza. In conclusione possiamo dire che questa autorizzazione è valida solo per chi fa ricerca di cimeli della prima guerra mondiale in Veneto, anche se non residente, che non è un patentino che ci autorizza ad usare il Metal Detector in maniera indiscriminata e in aree soggette a vincolo archeologico o paesaggistico. Le regole sono le stesse che ci sono a livello nazionale ma naturalmente la regione Veneto ha introdotto questa autorizzazione che ha come fine ultimo la ricerca di cimeli della Prima Guerra. Ricordate che il rispetto delle leggi, delle norme e dei regolamenti da lustro a tutta la nostra categoria. Non ci si arricchisce con un cimelio da poche decine di euro o un centinaio di euro a casa, quindi fate in modo da rispettare tutte le leggi locali e nazionali. Per qualsiasi informazione sentitevi liberi di iscrivervi al nostro gruppo Facebook e di chiedere ciò che più vi interessa, saremo felici di aiutarvi!

Per chi volesse scaricare l’intero testo e i moduli per la richiesta degli stessi può cliccare su questo LINK e scaricare il documento oppure cercarli sul nostro gruppo facebook.

Francesco Manzella – MdClubItalia

Francesco Manzella presidente e fondatore di MdClubItalia

Francesco Manzella – presidente e fondatore di MdClubItalia

3 Commenti

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  1. wyverex
    Aprile 27, 22:50 wyverex

    non riesco a capire , ti danno il permesso ma solo per ritrovamenti a vista sotto il fogliame , pietre e non nel sottosuolo , e fin li potrebbe essere per prevenire incidenti con ritrovo di ordigni, pero’ c’e’ da dire che il metal e’ superfuo quasi, i campi dove ci sono stati combattimenti , sono come zone archeologiche (simile) ma i reperti che noi troveremmo e che ci porteremmo a casa , mi si dice allora a cosa serve il tutto? se non per far solo cassa? di regola tutto quello che trovi dovresti consegnarlo perche’ riguardante le guerre in modo che possano studiare ( come dice il testo) altrimenti cosa studiano? quanti iscritti per tot euro?

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    • Francesco Manzella
      Aprile 28, 21:11 Francesco Manzella

      Carissimo drago! C’è un particolare però da considerare non indifferente, l’autorizzazione della Regione Veneto NON E’ un patentino e/o un autorizzazione all’uso del Metal Detector ma un autorizzazione per cercare cimeli. Infatti si chiama, fatto che spiega tutto: “Autorizzazione regionale per la raccolta sul territorio del Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale”. Quindi la devono fare tutti coloro, utilizzatori o meno di Metal Detector, che cercano cimeli. Naturalmente noi siamo coinvolti emotivamente e la mente va subito al MD, ma l’autorizzazione non è riferita nella fattispecie all’uso dello strumento ma alla ricerca che può effettuarsi ANCHE con un MD per essere agevolato MA NON IN VIA ESCLUSIVA. Questo ci fa capire meglio a questo punto perchè sembra a prima lettura un paradosso che col metal non puoi “scavare”.

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      • wyverex
        Aprile 29, 09:09 wyverex

        ciao francesco, fin li avevo compreso pero’ quello che volevo dire e’ che questo permesso e’ in tutto e per tutto uguale come ad un permesso per la raccolta dei funghi, se i ritrovatori metal o non metal , si portano a casa i ritrovamenti, nessuno li vede e nessuno puo’ goderne della sua storia , a questo punto cosa significa pagare? mi sembra che il desiderio di essere tranquilli a spazzolare o ricercare cimeli ,superi la ragione dei fatti; al giorno d’oggi se io vado a fare una passeggiata e mi trovo su un terreno combattuto, ( non esistono vincoli archeologici o di studio storico) e trovo un elmetto, la regione cosa mi puo’ dire? non e’ dello stato perche’ ritrovato a vista, e potrebbe averlo perso una persona d’oggi che l’aveva appena comperato al mercatino, chi puo’ dirlo? con che diritto la regione mi puo’penalizzare , forse pochi mi capiranno ma questi sistemi sono le arterie del DIO soldo che compera i nostri diritti e non siamo capaci di difenderli. mi piacerebbe incontrarti e poter dialogare a vivavoce ne avremmo di cose da dire 🙂 un abbraccio

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