Quando il MDing lascia il passo al panorama

Praticare Metal Detecting è la nostra passione, ci porta a stare a contatto con la natura, ci fa scoprire posti nuovi e ci aiuta a riscoprire noi stessi grazie alle passeggiate in solitaria in mezzo ai boschi e tra i monti. La montagna è una passione che ti prende e ci porta a riscoprire posti che mai avremmo potuto vedere se non ci fossimo “persi” in queste ampie “mamme” che sovrastano i nostri panorami. Spesso anche quando usciamo col Metal Detector spegniamo la macchina e godiamoci il panorama! Andiamo parlare anche dei panorami e dei posti che possiamo riscoprire in spazzolata o in escursione

Montagna

È formata da un agglomerato di terra e roccia che si alza dalla superficie della Terra, raggiungendo a volte anche quote altimetriche molto elevate, e con caratteristiche geomorfologiche diverse per ciascuna montagna e ciscuna regione della nostra nazione. Un dono della natura che colora questo mondo di un verde rilassante. Per noi detectoristi la Montagna è sacra. Grazie al nostro hobby abbiamo la possibilità di frequentare queste bellezze della natura nate milioni e milioni di anni fa, montagne alle quali va dato il massimo rispetto a maggior ragione per chi pratica il Metal Detecting. Durante la pratica del Metal si incrociano alcune situazioni che solitamente si vivono in separata sede: Metal Detecting, escursionismo, esplorazioni e ricerca. Situazioni che solo il metal detecting riesce ad unire.

Escursionismo

Si svolge in montagna o comunque in un ambiente naturale, e può essere accompagnata da attività naturalistiche, l’osservazione di specie botaniche o anche la visita di monumenti o fenomeni naturali posti lungo il percorso. Un’escursione molto lunga che tende ad attraversare un massiccio montuoso o un gruppo montuoso è detta traversata, e grazie al metal detecting è possibile praticarlo nel mezzo della natura rispettando quelle che sono le leggi che tutelano il nostro patrimonio. Esempio banale, chi va a funghi, chi va a caccia, deve rispettare delle regole ben precise che delimitano non solo i confini da non oltre passare, ma anche di come deve essere praticato con un codice comportamentale che deve essere scuola per chi in futuro vorrà avventurarsi nel verde con il Metal, saper rispettare quelle che sono le regole che tutelano noi e l’ambiente. Come ben sappiamo la ricerca di target ha una procedura molto particolare bisogna innanzitutto conoscere che tipo di ricerche sono ammissibili e sicuramente non ci permetteremo mai di fare “ricerche di tipo archeologico all’interno e all’esterno di un’area delimitata dalla soprintendenza, zone militari, castelli chiese, terreni privati salvo consenso del proprietario e tutte le zone che hanno vincoli ivi comprese quelle a vincolo paesaggistico”

Lo scavo

Quando si arriva al meraviglioso “suono buono” dello strumento si procede ad effettuare uno scavo, un passaggio molto importante che va eseguito con il minor danno possibile della terra, ossia quello di fare uno scavo a 360° su una zolla netta tirarla fuori per recuperare il target ed infine riposizionare la zolla all’interno della buca così da non poter creare alcun tipo di danno materiale ed estetico alla natura stessa ricoprendo perfettamente la buca.

Esplorazione

Cercare di scoprire, di conoscere quanto è sconosciuto o nascosto o quanto altri cerca di tenere celato, servendosi dei mezzi opportuni così il detectorista, oltre ad essere un escursionista quindi un amante della montagna è anche un esploratore. E bene si, un esploratore! Quanti di noi praticando il metal rimangono affascinati dalle bellezze della natura delle volte ci soffermiamo a guardare analizzare e capire qualsiasi cosa che fa parte della natura da una radice, ad una pianta, ad una quercia secolare, per non parlare degli animali che ci lasciano incantati quando si incontrano per caso. Con questo cosa voglio dire: il detectorista deve essere a conoscenza che è “ospite” sulla terra ovunque esso si trova, in un certo ugual modo “bisognerebbe attuare le stesse regole che noi abbiamo in casa nostra per gli ospiti” a maggior ragione dove il silenzio della natura fa rumore, foglie che cadono, animali che corrono qua e la lasciando delle tracce, tracce di vita. Solo così ci si può sentire un vero detectorista!

Vi auguriamo buone e proficue spazzolate, ma sopratutto godetevi il panorama!

Simone Coccia Colaiuta, delegato regionale in Abruzzo e autore dell’articolo durante il raduno di Montone in Umbria. Da destra: Simone Coccia Colaiuta, Edoardo Meacci, Leonardo Ciocca, Francesco Manzella

Simone Coccia Colaiuta – FIMD Abruzzo

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