Metal Detecting EU – Belgio

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle leggi che regolamentano l’uso all’interno dell’Europa. Dopo l’Inghilterra e la Germania oggi è il turno di una nazione che ha paesaggi mozzafiato, oltre che un patrimonio culturale notevole. Parleremo del Belgio. Naturalmente trarremo spunto da discussioni e articoli avuti all’interno del consiglio europeo per il metal detecting e ne discuteremo insieme i punti. Alla fine dell’articolo inoltre troverete il link con la fonte da cui abbiamo tratto spunto per il testo. Naturalmente all’epoca della redazione del testo, quello che allo stato attuale non è più il sito ufficiale del Consiglio Europeo per il Metal Detecting, era ancora il sito ufficiale.

Forma di governo e punto di vista sulla pratica

Inizieremo parlando della forma di governo Belga. Il Belgio è uno stato federale. Ciò significa che alcune competenze nazionali sono gestite dal governo federale centrale e che le competenze regionali sono dettate dalle singole regioni.

“Le leggi sono fatte dallo Stato federale mentre i decreti sono leggi regionali emesse dai governi locali. In Belgio abbiamo 4 governi regionali: le Fiandre, la Vallonia, Bruxelles e la Comunità tedesca (nell’est del Belgio). Il patrimonio culturale è una delle competenze trasferite dal governo federale ai governi regionali. Il patrimonio culturale comprende anche l’archeologia. Tutte e quattro le regioni hanno la stessa linea che riguarda la tutela del patrimonio nei loro decreti a proposito di Metal Detecting: “È vietato utilizzare un metal detector per cercare reperti archeologici e siti archeologici”. (per tutte le citazioni rimandiamo al termine dell’articolo)

Interessante comprendere l’autonomia delle regioni perchè ci aiuterà meglio a capire che non in tutte le stesse troveremo una legislazione uguale, quindi faremo bene ad informarci prima di un viaggio in questa meravigliosa terra!

Cercatori oggetto di vessazioni in passato

Non è sempre stato facile spazzolare in passato per i detectoristi in Belgio. Comprendiamone i motivi continuando a riportare ciò che un esponente di una federazione belga scrisse qualche tempo fa. 

“Dall’aprile 2016, le Fiandre hanno adottato un nuovo punto di vista, consentendo ai detectoristi registrati di cercare reperti archeologici e siti archeologici. Questa nuova legge è arrivata dopo un lungo processo di riflessione da parte del governo. Per cominciare, circa un decennio fa, alcuni ricercatori si lamentarono con i politici locali per la discriminazione che ricevevano costantemente da archeologi, guardie forestali, polizia e forze dell’ordine in generale nonostante non fosse proibito usare e cercare con un metal detector, a condizione che non si avesse l’intenzione di cercare reperti e siti archeologici. In pratica ciò provocava questa discriminazione era una minoranza di detectoristi che usavano illecitamente lo strumento. Un pò come avviene in Italia dove una minoranza di tombaroli infanga la nostra intera categoria.  Alcuni politici, dopo aver ricevuto una lettera da un ricercatore, hanno deciso di sollevare questo problema in Parlamento. I politici erano preoccupati che gli archeologi potessero approfittare di un articolo nel decreto che diceva: “è proibito cercare con un metal detector”. Alcuni archeologi, ad esempio, hanno letteralmente cacciato i detectoristi dai campi in cui stavano cercando, sostenendo che gli archeologi erano l’unico gruppo di persone a cui era consentito legalmente cercare manufatti storici. Questo è stato visto come un abuso della loro autorità, come si può vedere nella trascrizione di questo dibattito parlamentare:

“Negli ultimi mesi i detectoristi fiamminghi erano sempre più vittime di disinformazione, molestie, intimidazioni e aggressioni verbali. I cercatori erano vessati da archeologi che non avevano il diritto di farlo. Gli hobbisti che hanno offerto i loro servizi sugli scavi sono stati aggrediti verbalmente. Gli archeologi al servizio del governo (Heritage Agency) hanno disinformato il pubblico in generale sulla legge riguardante il metal detector.” (La trascrizione completa di questa sessione può essere letta su: https://docs.vlaamsparlement.be/website/htm-vrg /334527.html)”

Spesso il possesso di uno strumento quale il Metal Detector ha messo a rischio i detectoristi in Belgio, per fortuna nel tempo le leggi sono cambiate come vedremo in seguito. A volte abbiamo l’impressione di vivere la stessa situazione in alcune zone della nostra nazione anche se siamo davvero privilegiati nella nostra opera in quanto non abbiamo mai subito le vessazioni dei nostri amici e colleghi in Belgio.

La convenzione di FARO

Ora si apre un interessante capitolo di questa considerazione in quanto l’entrata in vigore della convenzione di FARO mette in discussione il modus operandi attuato nelle nazioni nei confronti della tutela del patrimonio. Continuiamo con la considerazione che abbiamo trovato sul sito dell’ECMD (all’epoca della stesura era “European Council for Metal Detecting” ora passato sotto altro titolo)

“Successivamente, a livello europeo, nel 2005 è stata adottata la Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società. La convenzione è entrata in vigore il 1 ° giugno 2011. Ad oggi, 17 Stati membri l’hanno ratificata: Armenia, Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Lussemburgo, Repubblica Moldava, Montenegro, Norvegia, Portogallo, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e “ex Repubblica Jugoslava di Macedonia”. Inoltre, altri 5 Stati hanno firmato la Convenzione: Albania, Belgio, Bulgaria, Italia e San Marino. Il processo di ratifica è in corso in una serie di altri Stati membri del Consiglio d’Europa (Bulgaria e Finlandia).” (Convenzione di Faro: http://www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/heritage/Identities/default_en.asp)

Era estremamente importante per i detectoristi fiamminghi. Diamo un’occhiata più da vicino ad alcuni articoli di questa Convenzione, ne riportiamo sotto alcuni stralci importanti:

Articolo 1 – Obiettivi della Convenzione:

Riconoscere che i diritti relativi al patrimonio culturale sono inerenti al diritto di partecipare alla vita culturale, come definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; (Ricordate la discriminazione nella prima parte da parte degli archeologi nei confronti dei rivelatori?)
Riconoscere la responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale;
Sottolineare che la conservazione del patrimonio culturale e il suo uso sostenibile hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita;
Prendere le misure necessarie per applicare le disposizioni della presente Convenzione riguardanti:
Il ruolo del patrimonio culturale nella costruzione di una società pacifica e democratica e nei processi di sviluppo sostenibile e promozione della diversità culturale;
Maggiore sinergia di competenze tra tutti gli attori pubblici, istituzionali e privati ​​interessati. (il che significa che i governi che hanno firmato o ratificato la convenzione devono creare un quadro sostenibile che consenta ai detectoristi di partecipare e condividere le loro competenze)

Articolo 12 – Accesso al patrimonio culturale e partecipazione democratica

Le parti si impegnano a:

incoraggiare tutti a partecipare a:
Processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e preservazione del patrimonio culturale (“studio” e “presentazione” significa consentire ai detectoristi di analizzare, cercare e consegnare senza timore i loro reperti)
Riflessione e dibattito pubblico sulle opportunità e le sfide rappresentate dal patrimonio culturale;
Prendere in considerazione il valore attribuito da ciascuna comunità al patrimonio culturale con cui si identifica;
Riconoscere il ruolo delle organizzazioni di volontariato sia come partner nelle attività sia come critici costruttivi delle politiche del patrimonio culturale; (il che significa che ogni associazione nazionale Metal Detecting dovrebbe essere ascoltata dai governi locali e ricevere il riconoscimento della loro esistenza)
adottare misure per migliorare l’accesso al patrimonio, in particolare tra i giovani e gli svantaggiati, al fine di sensibilizzare sul suo valore, sulla necessità di mantenerlo e preservarlo e sui vantaggi che ne derivano.

Articolo 15 – Iniziative delle parti

Le parti si impegnano a:

Sviluppare, attraverso il Consiglio d’Europa, una funzione di monitoraggio che copra le legislazioni, le politiche e le pratiche relative al patrimonio culturale, in linea con i principi stabiliti dalla presente Convenzione; (il che significa che tutti i governi nazionali o regionali che hanno firmato e ratificato la Convenzione dovrebbero anche incorporare il metal detecting come parte delle loro leggi o decreti sul patrimonio, consentendo al pubblico di partecipare agli obiettivi di questa convenzione come stabilito negli articoli 1 e 12. E quindi non essere in grado di ignorare la partecipazione di individui, associazioni o club a contribuire al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione del patrimonio culturale)
Mantenere, sviluppare e fornire dati a un sistema di informazione condiviso, accessibile al pubblico, che faciliti la valutazione di come ciascuna parte adempie agli impegni assunti ai sensi della presente convenzione. (il che significa che tutti i reperti riportati dai detectoristi dovrebbero essere disponibili per tutti)”

Qualcosa finalmente cambia

E’ interessante la riflessione che viene fatta dall’autore in questo punto, perchè contrappone “Buoni vs. Cattivi”. Non posso essere del tutto d’accordo, sicuramente uno stato potrebbe avere le sue buoni ragioni per portare ad una restrizione notevole le proprie leggi su una data materia. In Italia certamente l’enorme mole del nostro patrimonio potrebbe essere a rischio se ci fosse completa libertà in merito. Ma continuiamo a capire come il pensiero dei detectoristi in Belgio viene tutelato in un certo qual modo.

“Molto spesso la maggioranza pensa che gli archeologi (i buoni) siano autorizzati a fare tutto, e abbiano l’autorità per farlo, e che i detectoristi invece (i cattivi) non siano autorizzati a rilevare i metalli. Questa propaganda rilasciata dagli archeologi e il modo in cui la comunicano al pubblico non è certamente in linea con la Convenzione di Faro. Questa disinformazione propinata dagli archeologi nel corso degli anni ha creato un modo distorto di vedere i detectoristi tra le forze di polizia, le guardie forestali, ecc., Come se fosse vietato cercare con un metal detector e che le uniche persone autorizzate a farlo sono gli archeologi. Grazie soprattutto all’intervento dei cercatori e all’attuazione della Convenzione di Faro, è stato concordato che il dovere e l’obbligo dei legislatori era quello di creare una legislazione chiara nei confronti del metal detecting e di eliminare tutte le zone grigie e le incomprensioni o interpretazioni errate all’interno della legge.

(Foto: Thiel von Kracht)

Fu così che, nelle Fiandre, i legislatori decisero di unire il meglio di entrambi i mondi riprendendo i poteri (abusati) di alcuni archeologi che superavano la loro autorità e (in parte) permettessero al pubblico di partecipare alla protezione del patrimonio creando un nuovo decreto che consentisse ai detectoristi di cercare artefatti archeologici. Ciò è stato fatto considerando entrambe le parti come uguali e allo stesso livello di fronte alla legge. Il governo ha anche riconosciuto l’importanza del contributo del patrimonio sia dei detectoristi che degli archeologi. O come ha detto qualcuno della Flemish Heritage Agency: “l’unica cosa a cui siamo interessati è quello che è stato trovato, dove è stato trovato e dove è conservato in modo che possiamo studiarlo nel caso in cui potessimo essere interessati a fare così.” Naturalmente, ci sono condizioni specifiche e pesanti multe se un cercatore registrato infrange le regole descritte dal decreto. Tuttavia, il punto principale è che il governo e la sua Agenzia per il patrimonio sono interessati solo a un sistema equo che incoraggi le persone a consegnare automaticamente le loro scoperte.”

Ricapitolando:

“Per diventare un metal detectoristi riconosciuti nelle Fiandre devi avere:

  • 18 anni
  • Non è stato condannato negli ultimi 5 anni per quanto riguarda crimini contro il Patrimonio
  • Dopo che la richiesta è stata rilasciata dall’Agenzia, il metal detectorista riceve un permesso ufficiale. Questo permesso è una carta di identificazione personale, con il nome e il numero del cercatore. Dal giorno in cui il cercatore riceve il permesso, gli è permesso di cercare reperti archeologici solo sul territorio fiammingo. Il permesso deve essere mostrato alle autorità in caso di controllo.”

Condizioni poste al cercatore:

  • Obbligo di segnalare tutti i ritrovamenti alla Heritage Agency
  • Non è consentito cercare su aree archeologiche protette
  • Avere sempre il permesso dal proprietario terriero
  • Ricerca consentita solo durante il giorno
  • Ricerca consentita a una profondità massima di 30 cm (profondità dell’aratro)
  • Conservare e contrassegnare il reperto con un numero ottenuto dall’Agenzia
  • Consentire all’Agenzia o agli archeologi di studiare il manufatto su richiesta

Tutte le informazioni raccolte sono inoltre disponibili per il pubblico in un database on-line, simile al Portable Antiquities Scheme (PAS) nel Regno Unito. Il decreto è stato votato nel 2015 e attuato nell’aprile 2016. La prima valutazione del governo fiammingo e della commissione per il patrimonio del Parlamento delle nuove leggi è avvenuta nel 2017.

A conclusione di questa critica sulla legge in Belgio

A parte nelle Fiandre ci sono diverse analogie tra le leggi italiane e le leggi nelle Regioni del Belgio. Se vi recate in una di queste regioni valutate bene la possibilità di praticare Metal Detecting e in ogni caso rivolgetevi a colleghi locali per suggerimenti specifici. Auspichiamo che anche in Italia un giorno possiamo avere una legislazione e una regolamentazione che ci valorizzi più di quanto non lo siamo allo stato attuale. Ma fino ad allora continuiamo a praticare Metal Detecting Responsabile. La FIMD sarà lieta di dare ogni informazione e assistenza in merito. Come Federazione offriamo ai nostri tesserati una copertura assicurativa contro incidenti durante la pratica e i nostri legali ci assistono costantemente per darci informazioni dettagliate e solide. Diffidate dai consigli di chi basa le sue parole solo su esperienze personali o su “non succede nulla, non mi hanno mai fatto niente”. Chiedete sempre il permesso al proprietario del terreno e fate tutto ciò che è in vostro potere per informarvi su vincoli in vigore sulle zone che visitate e statene alla larga!

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Per redarre questo articolo abbiamo tratto spunto dal sito internet del Consiglio Europeo per il Metal Detecting e da concertazioni con i nostri colleghi in Europa. Il Testo Citato nell’art. è di Oliver Van Der Berg >>Inoltre trovate sul sito dell’ECMD<< altri approfondimenti completi (In lingua inglese).

Francesco Manzella – Federazione Italiana Metal Detecting

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