“La goccia che scava la pietra”

Non ci stupiamo più!

In alcuni ambienti, serpeggia un disegno “di forza”: voler “regolamentare” il metal detecting!

Far si che lo strumento sia utilizzabile solo da professionisti quali archeologi, tecnici, forze dell’ordine e persone espressamente autorizzate dalle Istituzioni. In poche parole, addio hobby!

Le cause?

  • Estirpare l’illecito intorno ai beni culturali, perché chi possiede o impiega un metal detector non può che essere un tombarolo (anche alla luce del giorno e con prole o cane al seguito)!
  • Evitare di far divenire il nostro preziosissimo territorio un colabrodo a causa delle nefaste “trivellazioni” invasive dei detectoristi tombaroli (30/40 cm~ nel cosiddetto “arativo” o humus)!
  • Chiarire, una volta per tutte, che ogni lembo di questa terra è intoccabile, impenetrabile e che le stratigrafie sono inviolabili (dobbiamo ancora capire come sia possibile trovare una moneta antica a 10 cm e un bossolo militare a 40 cm … forse lo sa il contadino)!
  • Sottolineare che nessun cittadino, se non autorizzato o debitamente, formalmente istruito e ipercontrollato da veri esperti, può partecipare (magari mosso da vera passione) allo sviluppo culturale di sé stesso e della società o alla valorizzazione del patrimonio culturale (come enunciato dall’art. 9 della nostra Costituzione e all’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 42/2004)!
  • Il ritenere che l’operato (e le correlate potenzialità) di un “cacciatore di tesori armato di metal detector” (così le testate giornalistiche “dipingono” il detectorista) sia assolutamente da annichilire, al contrario di quanto accade in molti paesi che comunque “non capiscono nulla di archeologia” e “non hanno quello che abbiamo noi” (vorremmo sapere cosa …. la cultura, i propri patrimoni?)!  

A parte un po’ di sana ironia, cari detectoristi “tombaroli” … per vostra conoscenza e “tranquillità”, qualche giorno fa, al Senato della Repubblica, è stato esposto un atto (n.1118): “Affare sul valore culturale della moneta nei contesti archeologici”, attraverso il quale è stata sottolineata l’importanza della numismatica archeologica e, contestualmente, la gravità della situazione ingenerata dal metal detecting a carico delle stratigrafie. La 7° Commissione ha al riguardo invitato due illustri archeologi a riferire della situazione. Qui sotto la completa audizione che vi invitiamo ad ascoltare nella sua interezza.

Conclusioni

Questo atto non è che un piccolo tassello del citato disegno “di forza”, che si va ad aggiungere all’ordine del giorno (emendamento) a suo tempo proposto dai Senatori Pillon e Saponara.

Non sappiamo quanto questa goccia perdurerà e se alla fine bucherà la pietra, ma siate pur certi che il nostro impegno, quale Federazione, sarà altrettanto costante.

Ribadiamo, il nostro obiettivo è individuare un equilibrio tra le parti, offrire collaborazione e trovare nuove sinergie attraverso un semplice hobby, a favore di una salvaguardia partecipativa del nostro patrimonio culturale.

Edoardo Meacci – Federazione Italiana Metal Detecting

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