ECMD – Manca poco all’annuale AGM

Il consiglio europeo per il Metal Detecting, presieduto dal nostro Edoardo Meacci, è in fermento per l’annuale AGM che si terra a CINISI, in provincia di Palermo. Sede della FIMD, ospiterà l’AGM grazie alla gentilissima ospitalità che il comune ci ha accordato e grazie all’intervento del sindaco Giangiacomo Palazzolo che si è mobilitato per sostenere questo evento internazionale che porterà i Delegati delle nazioni parti del consiglio a Palermo. Palermo per l’anno 2018 inoltre è Capitale Europea della Cultura. Sarà un esperienza unica tenere in Italia l’annuale Riunione del Consiglio.
 
Nell’occasione vogliamo ringraziare il Vice Sindaco Aldo Ruffino che ci ha ricevuti nel palazzo comunale insieme ad Edoardo Meacci e a Giuseppe Gaeta con ogni cordialità e non riservando nulla per la buona riuscita di questo evento internazionale. Ricordiamo che l’ECMD grazie alla presidenza italiana durante quest’anno ha conseguito molti grandi obiettivi, quali l’espansione e l’ingresso di Nazioni di rilievo. L’organizzazione è frenetica e l’equilibrio internazionale mantenuto dal Presidente è stato di valore per la nostra nazione. Vi terremo aggiornati ma non possiamo che essere fieri di come stiamo crescendo a livello nazionale e internazionale. Encomi e complimenti per la gestione ci arrivano dalle Federazioni di tutti i paesi membri del consiglio.
 
Il mio particolare ringraziamento va al presidente del consiglio europeo, Edoardo Meacci, per la serietà e la professionalità nella gestione di un consiglio eterogeneo in un campo delicato a livello internazionale quale il Metal Detecting, pratica che nonostante le leggi diverse in Europa sta dando prova di essere composta da persone responsabili che hanno voglia di imparare e capire il più possibile riguardo alla cura e al completo rispetto delle leggi che ci riguardano.
Francesco Manzella – Federazione Italiana Metal Detecting

L’inviato dell’ECMD per discutere di leggi comunitarie in europa relative alla nostra pratica. Nell’occasione parlammo anche del rapporto UNESCO che sembrava discriminare la nostra pratica.

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