Detectoristi …… Responsabili o Irresponsabili ?

Abbiamo più volte utilizzato l’espressione Metal Detecting (MDing) Responsabile (in inglese: “Responsible Metal Detecting”), ma di cosa si tratta?

Cosa distingue un’attività di ricerca responsabile da quella irresponsabile?

Nel complesso quadro internazionale, ma anche nazionale, si continua a dibattere sulle implicazioni correlate al MDing. C’è chi lo vede come un semplice hobby e c’è invece chi lo continua a vedere come un’attività perpetrata unicamente con il fine di ricercare specificatamente, individuare, sottrarre ed impossessarsi di beni storico-archeologici.

In inglese spesso sentirete usare il verbo “looting” (da “loot”: bottino) che significa saccheggiare. Termine impiegato per identificare quello che, correttamente, è la completa antitesi del MDing Responsabile.

Ma di per se cosa distingue l’attività irresponsabile da quella responsabile?

In ordine diremmo:

  • il mancato rispetto delle leggi in materia di tutela dei beni culturali (vedi D.Lgs. n° 42 del 2004) e di altre norme che possono essere correlate alla pratica del MDing (leggasi ad esempio gli artt. del Codice Civile e Penale inerenti la proprietà privata e il reato di violazione della stessa) o anche delle consuetudini (ad esempio dei codici di comportamento, tipo quello di Boston);
  • l’identificazione e la pratica del MDing quale ricerca indirizzata alla volontaria, cosciente e mirata individuazione di beni culturali (cosiddetta “ricerca archeologica illegale”, in questo caso INTENZIONALE) e non quale ricerca generica di oggetti di metallo (che, chiaramente, PUO’ anche essa portare al ritrovamento involontario, quindi FORTUITO, di beni culturali);
  • la correlazione dell’attività di ricerca ad altre attività finalizzate tutte alla sottrazione dei ritrovamenti al patrimonio culturale dello Stato, spesso con fini di lucro: vendita dei ritrovamenti, traffici internazionali illegali, collezioni/detenzioni illegali e non autorizzate.

Per ultimo, ma non di scarso rilievo:

  • Un approccio culturale, sociale e comportamentale in completo contrasto con quanto, sempre, dovrebbe distinguerci quali buoni cittadini.

La distinzione è palese, chiara, lampante e indiscutibile.

Il MDing Responsabile è l’esatto contrario di quanto evidenziato attraverso i punti sopra elencati!

Un “detectorista responsabile” pratica l’hobby: rispettando le leggi, facendo della tutela dei beni culturali un proprio “must” (un principio ed un dovere), evitando in qualsiasi modo di operare quale “saccheggiatore”.

Certo, ci direte: ma come “combattere” l’ignoranza, l’ineducazione, la cieca “convinzione” di alcuni che ciò che facciamo è depredare?

Abbiamo più volte affermato che le mutazioni culturali sono processi evolutivi complessi e, normalmente, lunghi. Alcune di questi, peraltro, sono spesso “pilotati” da distorsioni, manipolazioni o da meccanismi attuati con il fine di perseguire i più svariati e nebulosi obbiettivi, che possono andare dalla protezione di una professione, di un settore, ad interessi economici e/o perfino socio-politici (quindi anche estranei al MDing).

Uno dei metodi adottati a livello internazionale (perseguito da alcune nazioni europee come l’Inghilterra, il Belgio, la Svezia, la Germania ed altri) è l’identificazione e la realizzazione di strumenti che permettano di distinguere, sia in modo attivo che passivo, le attività di ricerca e i comportamenti correlabili sia al MDing Responsabile che a quello irresponsabile (chiamiamolo come dovrebbe essere chiamato : illecito).

Strumenti che mirano ad elevare la cultura inerente la tutela dei beni culturali, ampliare la cooperazione tra Istituzioni e cittadini, valorizzare gli aspetti positivi dell’hobby e, contestualmente, denunciare, ghettizzare e indebolire quelli negativi fino al loro graduale indebolimento o completo annientamento.

Percorsi difficili e che richiedono volontà e risorse, ma soprattutto fermezza nel voler cambiare la staticità delle cose, in meglio.

Alcuni di questi strumenti sono stati già portati alla vostra attenzione attraverso altri articoli da noi pubblicati. Parliamo del progetto MEDEA (Belgio), del “Treasure Act” e del PAS inglese; parliamo di alcune nazioni che hanno visto nel MDing un’attività che, se opportunamente “guidata e controllata” (anche attraverso l’istituzione di permessi, patentini e regolamentazioni più ponderate), non solo ha permesso di far venire a galla molte pratiche illegali ma ha anche contribuito alla valorizzazione e alla tutela di tutto quanto possa essere ritrovato con il nostro strumento (fortuitamente: perché mai sapremo cosa si cela sotto il “bip o VDI”).

Il MEDEA e il PAS hanno convinto e stimolato molti detectoristi a denunciare i propri ritrovamenti (di valore o non), per conoscere la natura dell’oggetto e, a volte, vedersi riconoscere dalle Autorità il “merito” di una piccola scoperta. Hanno permesso, anche insieme al “Treasure Act” (in Inghilterra), di poter conoscere con certezza se il ritrovamento possa essere d’interesse (e quindi da consegnare) o se lo stesso non lo sia, ricevendo implicita autorizzazione a detenerlo (poiché non di valore/interesse o considerato “comune”).

Alcune regolamentazioni hanno “filtrato” le classi di detectoristi, scoraggiando chi lo faceva nell’oscurità, con fini e metodi irresponsabili, e facendo emergere chi, al contrario, sposa appieno un comportamento responsabile e può portare un plus valore (magari anche solo attraverso un’informazione o la denuncia di una scoperta di scavi clandestini o attività illecite).

Questi Paesi, pur riconoscendo che la sfera dell’illegale è ben più oscura, complessa ed articolata, hanno comunque intravisto, nell’accogliere il metal detecting responsabile, un’opportunità di migliorare ed incrementare, se pur di poco, la loro battaglia nella tutela dei beni culturali. Contestualmente hanno accolto e riconosciuto un hobby oramai diffuso in molte nazioni. Un tombarolo non si farebbe mai un patentino o anche se se lo facesse certo non bazzicherebbe campi arati alla piena luce del giorno e con una paletta o zappetta da boy-scout.

La lotta all’illecito è ben altra cosa e sarebbe necessario, doveroso e giusto, come abbiamo detto più volte, distinguere l’erba cattiva da quella buona.

Se vorremmo un cambiamento culturale, che a nostro giudizio dimostrerebbe di non essere secondi a nessuno e di aver compreso quanto le società vadano educate e guidate con democrazia e civiltà degne di esser chiamate tali, dobbiamo inneggiare alla piena responsabilità, ad un ………. Metal Detecting Responsabile che cooperi con le Istituzioni e sostenga la battaglia contro l’illecito.

MdClub Italia vuole perseguire questo obbiettivo!

Dimostrate di crederci, di voler far parte di coloro che praticando questo hobby possono andare a testa alta.

Seguiteci in questo cammino ed associatevi: dobbiamo dimostrarlo a tutti!

Edoardo Meacci

 

2 Commenti

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  1. Grace
    Dicembre 17, 18:55 Grace

    Bah… Non capisco il desiderio di voler pubblicizzare questa sorta di hobby (che mi pare sia al limite della legalità). Perché, piuttosto, non cercarsi un passatempo diverso?!

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    • Francesco Manzella
      Dicembre 29, 12:12 Francesco Manzella

      Salve Grazia, questa “sorta di Hobby” è una pratica molto diffusa e apprezzata in tutto il mondo. In Italia le leggi sono positive e ci impongono limiti come in ogni pratica e passatempo. Se fossimo al limite della legalità sicuramente ognuno di noi farebbe altro. Sono i comportamenti illegali che vogliamo condannare ma non la pratica del Metal Detecting che ti porta a contatto con la natura, che avvicina le famiglie e aiuta molti di noi a stringere legami di amicizia profondi. Perchè piuttosto non prova a partecipare ad uno dei nostri raduni dove papà e figlio “spazzolano” insieme? O dove nonno e nipote riescono a passare del tempo di qualità insieme, tempo che probabilmente oggi pochi nipoti riescono a trovare per i propri nonni… Mi chiedo perchè dovrei cercarmi un passatempo diverso, questo è meraviglioso!

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