Cos’è la “Recovery Speed”?

Spesso sentiamo parlare di Recovery Speed quando si tratta di un metal detector, ma cos’è veramente? Diversi termini sono usati per definire questo concetto, a volte è descritto come reattività, altre come velocità o ritardo di recupero, ma probabilmente il termine più usato è, appunto, Recovery speed.

La Recovery speed non è altro che la velocità da parte del Metal Detector di elaborare il segnale e produrre un suono, quando la sua “antenna”, detta comunemente piastra, rileva un oggetto conduttivo come un metallo.

Quando abbiamo più oggetti a distanza ravvicinata presenti nel terreno, questo parametro indica il tempo necessario impiegato dal detector per elaborare il primo segnale ed emetterne il suono relativo, riprendere ad emettere il segnale in modo che anche il secondo oggetto possa rispondere ed emettere anch’esso un suono distinto e ben distinguibile dal primo.

Facciamo un esempio

Dal sito www.minelab.com un esempio dell’effetto della recovery speed sulla ricerca col metal detector

Immagina di avere tre monete diverse in fila, a tre o quattro centimetri di distanza l’una dall’altra, circa nove o dieci centimetri in totale. Tutte e tre le monete possono essere sotto la piastra allo stesso tempo. Per questo esempio supponiamo che occorra esattamente un secondo per far oscillare la piastra di nove pollici (una piccola piastra standard) su tutte le monete. Il nostro rilevatore immaginario ha un controllo della velocità di recupero calibrato da 1 a 3 con ciascuna impostazione che rappresenta velocità di recupero più veloci. L’impostazione di 1 indica che il rilevatore può scattare un’istantanea al secondo. Un’impostazione di 2 è di due istantanee al secondo e 3 significa tre istantanee al secondo.

Imposta il rilevatore alla velocità di recupero 1 e fai oscillare di un secondo le monete. La prima moneta emette un bel segnale acustico di un secondo con un ID chiaro ma le altre due monete vengono ignorate o l’ID che vediamo rappresenta la media delle tre insieme monete che produce un ID meno preciso. Ricorda che ignorare oggetti o produrre numeri di ID imprecisi dovuti alla chiusura di oggetti adiacenti è indicato come “Masking” o mascheramento, degli oggetti.

Impostando la velocità di ripristino su 2, il rilevatore può scattare due istantanee al secondo. Ora la prima moneta emette un segnale acustico di mezzo secondo con ID preciso. La seconda moneta, invece, viene ignorata/mascherata. Il rilevatore si ripristina (recupera) e prende un’altra istantanea di mezzo secondo, riportando la terza moneta con un segnale pulito e ID preciso.

Infine, un’impostazione di velocità di ripristino pari a 3 produce tre segnali acustici brevi ma puliti con ID accurati su tutte e tre le monete! Fantastico – quindi perché non impostare il controllo su 3 e non pensarci più?

Effetti negativi di una Recovery Speed alta

Come regola generale, più l’area è satura di oggetti, più veloce dovrebbe essere la Recovery Speed per avere un ID audio e/o visivo più preciso. Tale parametro ha pero’ effetti positivi e negativi riguardo la risposta data dalla macchina che utilizziamo.

Negli esempi sopra, velocità di recupero più veloce si traduce direttamente in rapporti audio più brevi. Il problema è che quando si rilevano obiettivi molto profondi un Metal Detector sta già lavorando con informazioni minime, quindi gli obiettivi più profondi tendono già ad essere deboli o estremamente deboli. Una Recovery Speed molto veloce può prendere quello che è già un segnale minimo e ridurlo ancora di più al punto in cui non è più udibile chiaramente o non viene affatto sentito.

aiuteremo lo strumento a produrre segnali audio più pieni e più facilmente udibili su bersagli profondi, grazie anche al maggior tempo dedicato dal processore ad elaborare i segnali deboli.

In sintesi, le velocità di recupero più rapide aiutano a separare i target adiacenti e minimizzare il mascheramento del target. Più basse velocità di recupero aiutano a produrre segnali audio più pieni e più facilmente udibili su bersagli più profondi.

Nell’era moderna, grazie all’avvento di microprocessori più potenti con più alta velocità di calcolo, i Metal Detector sono sempre più efficaci e precisi, ma ovviamente non tutti i metal detector sono ugualmente veloci e performanti in queste situazioni, anche a causa delle loro caratteristiche costruttive e delle dimensioni della piastra.

L’importanza della piastra

Le piastre piccole sono generalmente più stabili e più sensibili ai piccoli oggetti, riescono a separare meglio gli oggetti se vicini il che significa distinguere metalli diversi tra loro con semplicità. Hanno lo svantaggio di non avere alte profondità, ma al contempo hanno il vantaggio di essere manovrabili in luoghi stretti e inaccessibili.

Le piastre grandi sono preferibili in spazi aperti e privi di ostacoli come arbusti o pietre, sono più pratiche in terreni con poco “sporco” e sono più indicate per oggetti di media grandezza.

La loro dimensione è ovviamente a sfavore per quanto riguarda la separazione dei target, in quanto avendo un campo magnetico molto esteso investono più target contemporaneamente, con il risultato di produrre un segnale misto e poco chiaro.

Altra differenza importante sulle piastre è quello che concerne il design costruttivo, ovvero se concentriche o doppia D:

-La concentriche hanno un raggio d’irradiazione detto “a cono”, il che le rende più adatte a terreni neutri e poco mineralizzati, ma peggiori nella separazione dei target, soprattutto quelli superficiali.

-Le piastre DD, chiamate così per via delle due bobine simmetriche a forma appunto di “D” e sovrapposte al centro, hanno un campo magnetico ed un’irradiazione detta “a chiglia di nave”, che è sia più adatta a terreni mineralizzati, che per avere un effetto separativo migliore tra i diversi target interrati.

Da sito: https://www.bigboyshobbies.net/double-d-coil-vs-concentric-coils/ La differenza fronte/lato di rilevazione tra una piastra concentrica e una “Doppia D”.

In macchine in cui non è possibile variare la Recovery Speed, è utile quindi sapere che è possibile ottenere risultati differenti in termini di separazione anche solo variando le dimensioni della piastra.

Come effettuare un test per valutare la capacità di separazione di uno strumento:

-Munirsi di N°3 Oggetti metallici.

-Posizionare gli oggetti terra, in un terreno pulito a distanza ravvicinata l’uno dall’altro

-Avvicinare gli oggetti gradualmente fino a che il vostro Detector riuscirà ad identificarli chiaramente.

-Se ora variamo i parametri del nostro strumento, quali ad esempio la Recovery Speed o montando una piastra di dimensioni differenti, saremo in grado di stabilirne gli effetti, sia migliorativi che peggiorativi riguardo a separazione ed iron masking nel caso effettuassimo il test con materiali ferrosi.

In conclusione possiamo dire che la velocità di Recovery è un parametro molto importante e che influenzerà non poco le nostre ricerche. La giusta impostazione di questo parametro in base alle condizioni di ricerca sarà quindi da scegliere con oculatezza ed esperienza, in quanto determinerà la fruttuosità o meno delle nostre uscite.

Lorenzo Santorino Commissione Tecnica FIMD

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