CHIUSI SUL FERRO – Leonardo Ciocca!

 

 

 

Anche questo mese MdClub Italia ha il piacere di intervistare un nostro carissimo membro, uno dei più attivi e uno di quelli che ha preso più a cuore il nostro bellissimo progetto! Stiamo parlando del presidente della LIMH ovvero il mitico Leonardo Ciocca.

 

Leonardo prima di iniziare parlaci un po’ di te 

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“Innanzitutto permettetemi di ringraziarvi per l’onore di questa immeritata intervista e complimentarmi con tutto lo staff MD Club Italia per il bellissimo progetto che porta avanti e per le iniziative svolte.

Sono Umbro, della provincia di Terni, e vivo in questa bellissima Regione da quando sono nato, nel 1972. Lavoro da circa 10 anni in una casa editrice che pubblica riviste mensili dedicate al mondo dell’HIFI. Precedentemente sono stato nell’Esercito (Arma di Artiglieria Terrestre) per 3 anni e mezzo col grado di Tenente e successivamente mi sono laureato in Economia e Commercio all’Università di Perugia.

Ho praticato sport a livello agonistico: calcio, basket e in età più adulta il mio grande amore… il rugby!

A livello amatoriale invece, quando ero ragazzo, praticavo l’arrampicata sportiva, uno sport meraviglioso.

Ahimè a circa 42 anni, per una serie di motivi ho dovuto sospendere le attività sportive più “pesanti” e quindi mi sono dedicato di più ad hobby più rilassanti come il metal detecting (che pratico già da 10 anni) e la pesca in acque interne (che invece ho iniziato 4 anni fa).”

Come è nata la passione per il metal detector?

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“La passione per il detecting è nata, come credo sia accaduto a tanti hobbisti, per la naturale e forse anche un po’ bambinesca curiosità per le “cose nascoste”, l’eccitante mistero del ritrovamento degli oggetti del passato.

Circa 10 anni fa, in un Ipermercato di Terni, ho trovato in vendita un metal detector economicissimo (un Lafayette GC1005, conosciuto anche col marchio SEBEN ALL-AROUND). Costava solo 39.90 Euro… Mi sono detto, perché non provare? Da li la passione è cresciuta ogni giorno, accompagnata da piccoli ritrovamenti, e la scoperta dei vari forum dove esperti e novizi si scambiavano informazioni e “trucchi”.

La mia naturale curiosità nel capire come funzionano le cose, mi ha spinto a cercare di documentarmi sui principi di funzionamento di queste macchine ed ho quindi iniziato a studiare un bel po’ grazie alle risorse disponibili in Rete.

Dopo circa 6-7 mesi ho iniziato a sentire i limiti del GC1005 e quindi ho cercato un modello che offrisse prestazioni migliori senza spendere un capitale e la scelta cadde, come per tanti di noi, sul bestseller Garrett ACE 250. Ovviamente fu un bel salto di qualità rispetto al Lafayette e mi sono sempre divertito molto col “Garrettino”.

Dopo un anno di utilizzo, di nuovo ho iniziato a sentire i limiti di questa macchina, soprattutto per via della mineralizzazione dei terreni che normalmente frequentavo. Avendo messo da parte un po’ di risparmi ho quindi ripreso la ricerca di un nuovo detector, di fascia media.

Dopo essermi studiato praticamente tutte le recensioni dei modelli allora disponibili, mi orientai verso il White’s M6. Contattai quindi il venditore, dal quale avevo precedentemente acquistato l’ACE, e gli chiesi un preventivo. Durante quella telefonata mi disse che aveva anche un esemplare a “KM-ZERO”, usato solo per test in aria, di White’s DFX ad un prezzo incredibile (Euro 500,00 invece di 1.200,00 prezzo di listino).

L’occasione era troppo ghiotta! Un Top di Gamma praticamente nuovo al prezzo di fascia media… e poi anche multifrequenza e programmabile! Un sogno!

Lo comprai subito e dopo qualche giorno arrivò. Effettivamente era immacolato. Un vero affare!

Subito lo portai sul campo e per poco non ebbi una crisi di nervi! Abituato alla semplicità dell’ACE 250, usare il DFX era come far decollare uno SpaceShuttle: 44 parametri modificabili, multitono a 191 toni, sistema VDI a 191 valori con addirittura una cifra decimale, algoritmi di discriminazione, multi o mono-frequenza, Mixed Audio Mode con No-Motion e Motion Audio channel. Roba da diventare matti!

Ma non mi sono perso d’animo e ho iniziato a cercare informazioni, contattare altri possessori di DFX, tra i quali non posso non ricordare l’amico Damiano/”Damiafix” che con pazienza e competenza mi ha dato una grandissima mano per comprendere i meccanismi di questa macchina sofisticata.

Da li è stato un crescendo… più utilizzavo il detector più mi veniva voglia di conoscerne a fondo i principi di funzionamento per tirare fuori il massimo delle prestazioni. Ho letto libri, fatto tanti test, parlato con esperti che hanno fatto crescere a dismisura il mio interesse in questo hobby. Piano piano ho iniziato ad accumulare conoscenza ed esperienza e, stimolato da alcuni amici, ho iniziato a scrivere i primi articoli tecnici dove esponevo, con linguaggio semplice, alcuni elementi di tecnica e tecnologia per tirar fuori il meglio dai propri detector. Post dopo Post è venuta l’idea di aprire un blog… l’AMD Tech Team Research Lab (AMDTT). Team? Si… Team… squadra… perché nel frattempo ho conosciuto alcune delle migliori persone che ho avuto il privilegio di incontrare nella mia vita, con le quali condivido non solo la passione per lo studio e l’uso del detector, ma anche una profonda, sincera ed indissolubile amicizia. Amici veri come Mauro, Sergio, Matteo, Gianni, Pietro, Alessandro, Massimo e tutti gli altri amici affiliati che nel tempo hanno dato il loro preziosissimo contributo alle attività di AMD.

Ho continuato a scrivere articoli sulla teoria e tecnica, ed alcune recensioni quando, grazie anche alla disponibilità di alcuni distributori, ho avuto la possibilità di testare un numero crescente di apparecchi. Recensioni rigorose, il più possibile obbiettive e senza “fanatismi” o condizionamenti di ordine commerciale o di altro tipo. Le collaborazioni editoriali sono andate sempre in crescita esponenziale e oggi, per farla breve, siamo in contatto con tutti i maggiori distributori nazionali, con numerosi costruttori europei e americani con i quali spesso cooperiamo per le fasi di beta testing di nuovi apparecchi e prototipi.

Piccola grande soddisfazione personale è aver pubblicato, nel 2011, il mio primo libro: “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” dove ho raccolto tutte le mie esperienze e conoscenze. Pochi mesi fa, tra l’altro, è uscita la seconda edizione riveduta e integrata, venduta attraverso AMAZON e che pare sia molto apprezzata dagli appassionati.

Dopo il DFX ho acquistato un Minelab E-TRAC (macchina strepitosa!) per poi approdare ad uno Spectra V3i della White’s, macchina che letteralmente adoro per versatilità e prestazioni.

Non ho preclusioni per nessuna marca, anche perché ho acquistato o utilizzato poi anche macchine Garrett, XP, Detech, Fisher, C-Scope, Nexus, Blisstool, Deeptech, Makro, Nokta, Deteknix etc, solo per citare alcuni marchi.

Trovo infatti che ogni costruttore possieda delle peculiarità che possono avvicinarsi in modo perfetto alle esigenze dei vari tipi di cercatori. Non esiste la macchina perfetta, quella che “batte tutti”, bisogna solo avere la pazienza di trovare quella che più si adatta alle nostre attitudini e al nostro tipo di ricerca prevalente.”

Cosa ti ha spinto a realizzare la LIMH (Lega Italiana MetalDetecting Hobbistico)?

“L’idea della Lega mi è venuta in mente osservando la pressochè totale mancanza di un coordinamento tra i vari gruppi hobbistici in Italia. Non solo per creare una struttura che possa interloquire con le istituzioni per eventuali e auspicabili modifiche normative, ma anche semplicemente per permettere a chi si affaccia ora a questo hobby di avere dei riferimenti locali, senza diventare matti per cercare amici vicini con i quali condividere la propria passione. La LIMH non si pone come Organismo Direttivo dei gruppi affiliati ma semplicemente come “collante” tra le varie realtà che si affiliano mantenendo la loro totale e piena autonomia. Facendo un paragone col mondo del Calcio, la LIMH si avvicina un po’ alla Lega Calcio, che vuol rappresentare, davanti alla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) gli interessi e le istanze delle varie squadre di calcio che, ovviamente, hanno interessi in conflitto tra loro. Per essere semplici, sia la Juve che l’Inter sono affiliati alla Lega Calcio, pur essendo eterne rivali.

Perché “Lega”? Niente di politico ovviamente… ma quale termine migliore per indicare  l’unione di gruppi e forum dedicati alla ricerca di metallo?
Attualmente sono affiliati alla LIMH circa 20 tra gruppi e forum italiani, per un numero orientativo di hobbisti che supera di gran lunga i 10.000 detectoristi e che è in continua crescita.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.amdtt.it/limh

Cosa pensi della legislazione italiana per quanto riguarda il nostro hobby? Se fossi al governo cosa cambieresti?

“L’argomento normativo è davvero delicato in questo settore. Tutto sommato, e so di essere abbastanza controcorrente, trovo che l’attuale normativa sia orientata verso una tutela piuttosto efficace del patrimonio archeologico del nostro Paese. Va da se però che la sua concreta applicazione lascia spesso, soprattutto quando chi è chiamato ad interpretare la legge non è troppo “ferrato”, a margini di errore troppo penalizzanti per chi pratica questo hobby. Auspico quindi, nel prossimo futuro, una più puntuale e precisa definizione dei limiti di praticabilità del metal detecting e soprattutto in una più trasparente, aggiornata ed accessibile possibilità di conoscere quali sono le zone considerate “a vincolo archeologico” e che quindi debbano essere tassativamente evitate.”

Hai altri hobby che ti appassionano e che pratichi assiduamente oltre al metal detecting?

“Come ho già accennato, adoro la pesca sportiva, m a sicuramente la mia più grande passione è la scrittura che cerco di sviluppare con umiltà e pazienza.”

Cosa consiglieresti ad un novizio che vuole cimentarsi in questo fantastico hobby?

“Innanzitutto di prendersi un po’ di tempo per informarsi sulle normative, sui vari tipi di modelli di detector, su un minimo di basi tecniche, proprio per evitare di venire “abbindolati” dai tanti venditori (specie quelli “della domenica”) che non aspettano altro che l’ennesimo novizio faccia la classica domanda “Che detector mi consigliate?” per tentare di vendergli questo o quel detector. Non farsi prendere dall’acquisto compulsivo ma avere un po’ di pazienza per decidere bene e senza pressione. Suggerisco poi a chi si avvicina a questo hobby di non fossilizzarsi sul fattore PROFONDITA’ ma bensì di valutare gli strumenti in base alla loro flessibilità di utilizzo nei vari contesti.”

Siamo sicuri che in questa breve intervista, Leonardo, grazie alla sua esperienza e saggezza che lo contraddistinguono, possa essere d’aiuto a tutti noi, soprattutto ai giovani che vogliono intraprendere un nuovo hobby e che hanno voglia di stare a 360 gradi immersi nel verde in totale relax sempre rispettando la natura e la legge!

“Grazie mille per la vostra pazienza e disponibilità!

Per chi volesse seguire il nostro blog può visitare il sito www.amdtt.it, dove regolarmente potrà trovare recensioni, test, interviste, articoli tecnici, news e tanto altro!

Leonardo Ciocca

AMD Tech Team”

 

 

Fabrizio Fiorito  –  MdClubItalia

 

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