Autorizzazione all’uso del Metal Detector? Esiste già!

Carissimi amici di Metal Detector Club Italia,

grande è la discussione e il trambusto che ruota attorno alla legalizzazione del nostro hobby, lo vediamo ogni giorno all’interno dei vari gruppi come ogni qualvolta si inizi a parlare di “legalizzazione” un nuvolo di opinioni partono quasi incontrollate.

Tutto questo credo che sia dovuto al fatto che alla maggioranza dei detectoristi piaccia l’attuale “sacca di tolleranza”, così come la chiamo io, che esiste tra le forze dell’ordine e i detectoristi, questa tolleranza permette alla parte buona dell’hobby, ad esempio, di poter consegnare una monetina antica inquadrandola come ritrovamento fortuito (è controversa la questione del ritrovamento fortuito da parte di un detectorista per alcuni quali archeologi o per le sovrintendenze) e quindi non incorrendo in problemi particolari. Molti pensano che avviando un processo di legalizzazione le leggi italiane, già limitanti, possano diventare ancora più restrittive e quindi limitare di molto o addirittura impedire l’uso del Metal Detector. Non voglio entrare nel merito di questa discussione con questo articolo, ne avremo modo in un prossimo di parlarne, oggi voglio portare alla vostra attenzione invece il fatto che una certa regolamentazione esiste già in tal senso. Devo ringraziare il nostro socio Amos Corieri per avermi fatto conoscere questa legge provinciale al riguardo.

Stiamo parlando della Legge provinciale 12 giugno 1975, n. 26 – Istituzione della Soprintendenza provinciale ai beni culturali e modifiche ed integrazioni alle leggi provinciali 25 luglio 1970, n. 16 e 19 settembre 1973, n. 37img_2826

Questa è una legge entrata in vigore nella sola provincia di Bolzano, provincia virtuosa così come tutta la regione, che ha inserito con una modifica il 23 luglio 2007 una speciale autorizzazione per l’uso del Metal Detector senza la quale si incorre in una sanzione amministrativa alquanto salata. Questo significa che chiunque possegga un Metal Detector, per poterlo usare al di fuori di casa sua deve possedere questa autorizzazione provinciale. Vi riporto di seguito per intero l’articolo che ci interessa:

Art. 5/sexies (Divieto dell’uso di rivelatori di metalli)

(1) Sul territorio provinciale è vietato usare rivelatori di metalli senza autorizzazione. Chiunque intenda farne uso deve chiedere l’autorizzazione al direttore della Ripartizione provinciale Beni culturali, specificandone le finalità di utilizzo.

(2) Per aree dichiarate di interesse archeologico l’autorizzazione deve essere concessa di volta in volta.

(3) Chiunque utilizzi rivelatori di metalli senza autorizzazione è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 3.000,00. In zone di interesse archeologico la sanzione è triplicata.

(4) Il controllo sull’osservanza delle disposizioni del presente articolo spetta al personale della Ripartizione provinciale Beni culturali di qualifica funzionale non inferiore alla sesta, a tal fine autorizzato, nonché agli organi di controllo delle Ripartizioni provinciali Natura e paesaggio e Foreste, agli organi di polizia locale e, su richiesta del Presidente della Provincia, agli organi di pubblica sicurezza.

Devo dire che nella sua semplicità questa autorizzazione è interessante, di fatto si richiede una sola volta mediante apposito modulo, costa pochissimo perchè basta presentare il modulo con una marca da bollo di 16 euro e vi da la sicurezza di poter spazzolare in libertà sul territorio provinciale di Bolzano. Di contro non esiste nessuna conoscenza specifica minima da parte del richiedente per il rilascio dell’autorizzazione, così come non c’è nessuna procedura o altro organo che si occupi dell’istruzione del detectorista per il rispetto delle leggi italiane in materia di proprietà privata e beni culturali. Come dice il secondo comma in ogni caso è vietata la ricerca in aree archeologiche della provincia, il che è in linea con la legislazione nazionale.

Naturalmente la libertà è relativa perchè in ogni caso non è possibile la ricerca archeologica e nelle aree archeologiche, pena una sanzione amministrativa che va da 1500€ a 3000€ oltre che quello che prevedono le leggi nazionali e cioè un procedimento penale con la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 10.000€.

Ho trovato molto interessante questa autorizzazione che potrebbe anche essere un embrione di legislazione nazionale in materia. Il processo naturalmente sarà graduale e la nostra categoria dovrà “digerire” l’idea di una legislazione nazionale che regoli l’uso del Metal Detector. Non voglio nasconderlo, la nostra associazione ha fatto emergere uno zoccolo duro di persone estremamente contrarie ad una legislazione e onestamente non starò in questo articolo a ipotizzare i motivi, eppure così come qualsiasi altro sport od Hobby, il metal detecting potrebbe avere il giusto riconoscimento che merita. Bisogna però che la parte di detectoristi che auspica ad una regolamentazione in merito si unisca per dare forza a questo processo che non necessariamente porterà ad un irrigidimento delle norme ma che potrebbe darci il lustro che meritiamo. MdClub si propone di fare questo, speriamo che più persone possibili ci diano la fiducia e il supporto necessario per portare avanti questo obiettivo.

A questo >LINK< potrete trovare il testo della legge.

Francesco Manzella – MdClub

3 Commenti

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  1. Moebius66
    Novembre 22, 21:09 Moebius66

    Ma un conto è richiedere l’autorizzazione e un conto è averla….quanto è facile o possibile ? Può essere richiesta da tutti o solo dagli abitanti della provincia di Bolzano ?

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  2. G.R.S.
    Novembre 24, 23:16 G.R.S.

    Quest legge deriva dalla più vecchia legge vigente nella Val d’Aosta, che regolamenta l’uso del metal detector.
    Quando è uscita questa legge, da quello che so io, sono stati previsti dei piccoli corsi informativi che sono stati fatti ai richiedenti il permesso.
    Non so se queste autorizzazioni vengono ancora rilasciate, tempo fa erano state bloccate e se non sbaglio ne erano state ritirate alcune, credo date a ricercatori che erano poi spariti senza segnalare mai niente, questo non è certo, semplicemente quanto sentito da addetti ai lavori.
    Per quanto riguarda le zone archeo, non sono vietate, ma l’autorizzazione alla ricerca va fatta di volta in volta, anche se si ha il permesso generale, questo lo do per certo perchè in un’occasione sono stato autorizzato alla ricerca su uno scavo in corso.
    Non so adesso con che criteri e a chi rilascino eventuali autorizzazioni, io ne sono in possesso pur essendo di Roma, ma va detto che collaboravo con questa Sov. con autorizzazioni verbali da prima che uscisse la legge, tanto e vero che sono anche stato invitato come relatore ad un convegno svoltosi a Bolzano proprio sull’uso del metal detector in archeologia.

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    • Francesco Manzella
      Novembre 26, 11:36 Francesco Manzella

      Grazie mille per questa tua risposta. Effettivamente l’autorizzazione riprende quella di Aosta e può essere rilasciata indipendentemente dalla residenza. Per le aree archeo diciamo che anche se è prevista una autorizzazione difficilmente poi la rilasciano se non c’è dietro un motivo diretto come una ricerca a fronte di garanti come archeologi o associazioni autorizzate con decreto ministeriale. Ad ogni modo è davvero interessante conoscere queste regolamentazioni regionali

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